Il Blackburn Rovers langue a metà classifica della Premier (21 punti in 17 partite) e starebbe pensando a Diego Armando Maradona per sostituire l’attuale tecnico Sam Allardyce, esonerato appena ieri. Questo è quanto scritto dal tabloid inglese “The Mirror”: “Maradona viene considerato l’uomo giusto da parte del VH Group (il gruppo proprietario del Blackburn ndr) -ha spiegato un portavoce del club- Gli potrebbe essere offerto il ruolo di allenatore, ma anche quello di direttore generale o di direttore tecnico”. Una domanda sorge spontanea ? Al di là dei limiti tecnici del Maradona allenatore, emersi abbastanza chiaramente nell’ultimo Mondiale sudafricano (ed ancor prima nel girone di qualificazione sudamericano), come potrebbe il Pibe de Oro adattarsi a vivere e lavorare in un paese che ricorda ancora “la mano di Dio” costatagli una semifinale di Coppa del Mondo nel 1986? Acqua passata? Nel 2001 proprio no. Suggeriamo al lettore di consultare un articolo del Corriera della Sera risalente a quell’anno relativo alla partita d’addio di Maradona: può aiutare a cogliere la natura del “sentimento” inglese per il campione argentino. Il nostro da quel giorno, lungi dal gettare acqua sul fuoco, ha alimentato le fiamme ed il mito del “tocco divino”, salvo fare (molto) parziale marcia indietro nel Gennaio del 2008 al “Sun”: “Se potessi scusarmi e tornare indietro, lo farei, ma un gol è sempre un gol e grazie a quello l’Argentina ha vinto il Mondiale e io sono diventato il miglior giocatore al mondo. Non posso cambiare la storia, tutto quello che posso fare è andare avanti”. Tutto nel calcio, come nella vita è possibile, perfino riavvolgere matasse dai filati alquanto ingarbugliati, però l’ultima cosa che vorremmo vedere è un genio calcistico come Maradona elemosinare panchine di second’ordine in terra d’Albione. Noi che abbiamo sempre apprezzato la sua feroce e spicciola coerenza ne rimarremmo delusi alquanto. Ma si sa: la pagnotta è pagnotta…
La mano di Dio e la pagnotta
– 14/12/2010Posted in: Calcio, In Evidenza






Al di là del merito che tutti gli riconosciamo come Dio del calcio in Terra, non me ne vogliano i miei concittadini napoletani, ma non mi meraviglierei di vederlo seduto su quella come qualsiasi altra mediocre panca. I limiti umani hanno prevalso sempre sul campione che è stato e continueranno a segnarlo nella buona e nella cattiva sorte.
Siamo su stessa lunghezza d’onda…